L’incredibile saggezza degli industriali

L’industria italiana cade a picco, 32 mesi consecutivi di segno negativo nella produttività, tornati ai livelli dell’epoca Covid. Ecco che i nostri lucidissimi industriali italiani, che amano tanto il nostro bel paese, in coesione con quelli europei, hanno il colpo di genio! Perché non riconvertire parte dell’industria in crisi, in settore bellico! (Non esagerando perché dobbiamo aumentare il Pil degli Stati uniti). Guardate la Leonardo come se la passa bene con il proprio fatturato cresciuto vertiginosamente dall’inizio della guerra in Ucraina e con il genocidio in Palestina (poverini nel giorno dell’accordo Trump-Hamas in borsa hanno segnato -4%). Certo, produrre armi senza un apparente motivo potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Ad esempio agli operai portuali che in questi mesi hanno eroicamente boicottato container carichi di armi verso Israele o in altri conflitti nel mondo, eseguendo di fatto quanto previsto dalla nostra Costituzione, miseramente ignorata dalla politica (“Il diritto vale fino ad un certo punto” Tajani).  Ecco che per far ingoiare la pillola molto amara ai lavoratori e le lavoratrici di tutto il paese, agli studenti che si vedono militarizzare la ricerca nei propri atenei, ma altrettanto dolce per i nostri cari industriali, ricomincia la campagna mediatica che vede la Russia pronta ad invadere l’intera Europa. Improvvisamente i giornali mostrano in prima pagina i droni sicuramente russi che invadono lo spazio aereo europeo. Strano che per i droni sulla flotilla non c’era la stessa certezza sulla provenienza. Se la storia però insegna qualcosa è che a volte a giocare col fuoco ci si fa male davvero. Come potrebbe prendere, il certo non pacifista Putin, la notizia che i propri vicini di casa si stanno armando sino ai denti? Anche in Ucraina, questa profezia si è dimostrata di fatto autoavverante. Da anni si diceva nei media ucraini che prima o poi sarebbe accaduto, che bisognava armarsi, che bisognava far entrare la Nato nel paese, che bisognava annientare a suon di bombardamenti il martoriato Donbass. Alla fine è successo e per difendere dai russi le appetitose terre rare, hanno ceduto agli Stati Uniti le terre rare. Il forte  pericolo è quindi che la smania dei nostri industriali di fare affari con le armi tramite la strategia della tensione metta in grave pericolo i popoli d’Europa. La soluzione al calo della produttività nelle nostre industrie non è mettere gli operai del nostro paese a produrre strumenti di morte. Una prima soluzione potrebbe essere togliere dalle mani di questi signori della guerra i nostri mezzi di produzione, e magari metterci qualche consiglio di fabbrica, visto che in questi mesi i lavoratori si sono mostrati tanto più saggi e provvidenti per le sorti dell’Italia e del mondo.

L’editoriale

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